domenica 6 marzo 2016

Liga BBVA: Cuore e grinta, il derby andaluso va al Betis!

Real Betis Balompié REAL BETIS  2-0  GRANADA Granada CF

Il Betis fa suo il derby andaluso e lo fa nel modo più bello, con l'uomo in meno e con due reti tutte le finale di partita. Troppi rimpianti per il Granada che per tutto il secondo tempo con la superiorità numerica doveva provarci di più e invece, gli uomini di Gonzalez rimangono al terzultimo posto.

Primo tempo di studio per le due formazioni anche se il ritmo di gioco è piacevole. Ci provano Musonda e Rochina, da una parte e dall'altra a scardinare le difese, che però hanno sempre la meglio visto anche la brutta giornata degli uomini migliori, ossia Ruben Castro e Ruiz nel Betis e Peñaranda nel Granada. L'unica vera e propria occasione da goal del primo tempo avviene nell'ultima azione di gioco, quando al 47' Molina si libera bene all'interno dell'area di rigore, ma Fernandez respinge alla grande la conclusione del bianconere, oggi rosaverde.

Il secondo tempo si riapre con l'espulsione al 53' dell'ex Catania e Fiorentina, Vargas, per doppio giallo, anche se in questa seconda occasione l'arbitro è stato molto fiscale. Con l'uomo in più ci prova il Granada che con una vittoria si tirerebbe fuori dalla zona retrocessione e ributterebbe nella mischia lo stesso Betis. Al 59' Barral, entrato al posto di Peñaranda, tenta l'incornata vincente fermata solamente da una strepitosa parata di Adan. Ancora Granada che attacca dal limite dell'area, ma in modo confusionario e Rochina arriva alla conclusione in scivolata dai sedici metri e Adan blocca in due tempi. Al Betis va anche bene il pari che lascerebbe invariato il distacco dal Granada terzultimo, ma all'85' sblocca tutto N'Diaye con un bel colpo di testa su preciso corner battuto da Joaquin. A questo punto sale inesorabilmente il nervosismo tre le fila degli ospiti e al 93' un'ingenuità del portiere Fernandez ristabilisce la parità numerica. Dalla punizione che ne nasce Ruben Castro firma il 2-0 che manda in visibilio i tifosi del Benito Villamarin. 

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