Ci sono giocatori che nascono in una città e sono orgogliosi di vestire la maglia di quella squadra e poi ci sono quei giocatori, che nascono a migliaia di chilometri di distanza, ma che si sentono di appartenere a un popolo, a una tifoseria, a una maglia. Uno di questi è stato sicuramente Ernesto Chevanton. Era il 2001, quando la famiglia Semeraro acquistò questo giovane attaccante, che tanto stava facendo bene in patria con il suo Danubio. Aveva solamente 21 anni quando arrivò in Salento, ma si ambientò sin da subito, sia con la città, che con il campionato italiano, che a quei tempi era ancora considerato il più difficile al mondo. Il primo gol arrivò subito alla prima in campionato, e fece innamorare tutti i tifosi leccesi. Era Lecce-Parma e Chevanton siglò il vantaggio dei giallorossi rubando il pallone a Frey che era intento a rinviare.
Quella stagione per l'uruguaiano arrivarono addirittura 11 reti in campionato, che però non bastarono a salvare il Lecce dalla Serie B. Lui già innamorato della piazza giallorossa, rimase fedele al contratto e con le 16 reti nel campionato di Serie B contribuì a riportare il Lecce in serie A. L'anno dopo con Delio Rossi in panchina, il Lecce arriva addirittura decimo in classifica, grazie soprattutto alla stagione più prolifica di Chevanton, autore di 19 reti, diventando così il giocatore che ha segnato più reti con la maglia del Lecce in serie A. La grande stagione attira l'interesse di club europei. La spunta il Monaco, dove Chevanton segna 20 reti in due stagione di Ligue1, anche se è sempre tormentato dagli infortuni.
Nel passaggio al Siviglia vince quattro trofei, tra cui l'Europa League, ma non è mai protagonista, inanellando una serie di infortuni e poche reti. Dopo una breve parentesi all'Atalanta, decide di tornare a casa nel Lecce e con le sue due reti fondamentali, porta sei punti ai giallorossi, aiutandoli a salvarsi. A fine anno però il contratto non è rinnovato, con delusione tra i sostenitori. Un'esperienza nel Colon in Argentina, e il grande ritorno nuovamente a Lecce. I giallorossi navigano in brutte acque, essendo sprofondati in Prima Divisione. Torna a casa, grazie alla famiglia Tesoro, nuova padrona del Lecce. Il giocatore firma un contratto per 900 euro al mese. Tutti i tifosi del Lecce non scorderanno mai per ciò che avvenne nel playoff per salire in Serie B, tra Carpi e Lecce. All'andata si rompe il braccio, e al ritorno chiede di essere portato in panchina. Il Lecce segna ed è vicino al ritorno in B, ma poi il Carpi pareggia. Chevanton chiede a grande voce di entrare. Il mister lo accontenta, ma non succede nulla e il Lecce resta nell'inferno della Prima Divisione. L'immagine di lui che piange e si tiene il braccio non verrà mai dimenticata dai giallorossi. Ieri ha annunciato il ritiro, dopo un'annata al Liverpool di Montevideo. "Grazie al Lecce, la squadra che mi ha fatto innamorare dei suoi colori, della sua gente e della sua città. E' il club dove avrei voluto chiudere la mia carriera", il messaggio lanciato da Chevanton su Twitter.


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