Di Daniele Fraioli

C’è chi ha il talento ma non la testa adatta per fare il professionista, o chi, al contrario, sapendo di non avere delle grandi doti, lavora ogni giorno per essere sempre al massimo. Purtroppo ci sono casi dove invece il talento viene frenato da problemi fisici e oggi, 2 settembre, compie gli anni uno dei talenti più grandi degli ultimi dieci anni, ma sfortunatamente per lui e per gli amanti del calcio, troppo spesso martoriato da infortuni che ne hanno bloccato la crescita. Stiamo parlando proprio di Alexandre Rodrigues da Silva, più noto come Pato. Fa quasi strano dirlo, ma oggi Pato compie solamente 26 anni, è ancora nel bel mezzo della sua carriera ma sembra passata un’eternità da suo arrivo in Italia, nella Milano rossonera, quando a Malpensa veniva accolto da una folla impressionante di tifosi accorsi solo per lui e per lui, che era ancora minorenne e per tanti ancora un bambino con ancora l’apparecchio in bocca, era come sognare. Il Milan spende per lui circa 22 milioni di euro, cifra più alta pagata per un minorenne. Non può tesserarlo per le regole FIFA fino alla sessione di mercato invernale e il 13 gennaio 2008, giorno del suo debutto a San Siro contro il Napoli, segna al debutto. Due settimane dopo segna la sua prima doppietta italiana, nel 2-0 contro il Genoa e ha anche il piacere di segnare all’Emirates Stadium contro l’Arsenal. Nello stesso anno, a marzo fa anche il suo debutto nella Seleçao, segnando pochi minuti dopo.
L’anno successivo è il miglior marcatore stagionale del Milan e Galliani si coccola quello che è, per tutti, uno dei migliori giocatori del mondo. Nel settembre del 2011 comincia per lui quello che è l’inizio di un periodo dove sfortuna e infortuni vanno a braccetto per due anni, dove Pato colleziona poche presenze ma molti infortuni muscolari. In questi due anni Pato e infortuni, nel mondo del calcio, erano diventati quasi sinonimi. Per molti i problemi erano causati proprio dallo staff medico del Milan, reo, in primis, di aver ingrossato troppo muscolarmente il giocatore e in secondo luogo, di non saperlo curare bene e di farlo rientrare sempre troppo presto. Nel gennaio 2013, il Corinthians è disposto a pagare 15 milioni il giocatore e il Milan non può far altro che accettare questa proposta per non rischiare di perdere del tutto l’investimento fatto al momento dell’acquisto e per evitare un’altra situazione come quella accaduta nel gennaio dell’anno precedente: Milan e PSG sono d’accordo sul trasferimento del brasiliano a Parigi, nel triangolo dell’affare rientrava anche Tevez, giocatore del Manchester City, che sarebbe dovuto finire al Milan per sostuire proprio il brasiliano. Ma all’ultimo Berlusconi bloccò la trattativa con i francesi, bloccando così anche il trasferimento dell’Apache in rossonero. I maligni hanno subito dato la colpa a questo dietrofront del presidente al fatto che Pato e Barbara Berlusconi avessero una storia d’amore e che quindi, la stessa Barbara, non fosse d’accordo al trasferimento. Arrivato in Brasile, tutti quei problemi muscolari sembrano essersi dileguati. Sembra anche più asciutto e questo fa aumentare le voci di chi accusava MilanLab e delle sue cure. Ma Pato nonostante il buon avvio, sembra solo a sprazzi quel magnifico calciatore visto a Milano nei momenti più belli della sua carriera. Ora è un calciatore del San Paolo, compagno di squadra di Luis Fabiano, proprio colui che sostituì al 58’ il giorno del debutto con la maglia verdeoro della nazionale, per un nuovo inizio per quello che è uno dei calciatori più sfortunati degli ultimi anni.

C’è chi ha il talento ma non la testa adatta per fare il professionista, o chi, al contrario, sapendo di non avere delle grandi doti, lavora ogni giorno per essere sempre al massimo. Purtroppo ci sono casi dove invece il talento viene frenato da problemi fisici e oggi, 2 settembre, compie gli anni uno dei talenti più grandi degli ultimi dieci anni, ma sfortunatamente per lui e per gli amanti del calcio, troppo spesso martoriato da infortuni che ne hanno bloccato la crescita. Stiamo parlando proprio di Alexandre Rodrigues da Silva, più noto come Pato. Fa quasi strano dirlo, ma oggi Pato compie solamente 26 anni, è ancora nel bel mezzo della sua carriera ma sembra passata un’eternità da suo arrivo in Italia, nella Milano rossonera, quando a Malpensa veniva accolto da una folla impressionante di tifosi accorsi solo per lui e per lui, che era ancora minorenne e per tanti ancora un bambino con ancora l’apparecchio in bocca, era come sognare. Il Milan spende per lui circa 22 milioni di euro, cifra più alta pagata per un minorenne. Non può tesserarlo per le regole FIFA fino alla sessione di mercato invernale e il 13 gennaio 2008, giorno del suo debutto a San Siro contro il Napoli, segna al debutto. Due settimane dopo segna la sua prima doppietta italiana, nel 2-0 contro il Genoa e ha anche il piacere di segnare all’Emirates Stadium contro l’Arsenal. Nello stesso anno, a marzo fa anche il suo debutto nella Seleçao, segnando pochi minuti dopo.
L’anno successivo è il miglior marcatore stagionale del Milan e Galliani si coccola quello che è, per tutti, uno dei migliori giocatori del mondo. Nel settembre del 2011 comincia per lui quello che è l’inizio di un periodo dove sfortuna e infortuni vanno a braccetto per due anni, dove Pato colleziona poche presenze ma molti infortuni muscolari. In questi due anni Pato e infortuni, nel mondo del calcio, erano diventati quasi sinonimi. Per molti i problemi erano causati proprio dallo staff medico del Milan, reo, in primis, di aver ingrossato troppo muscolarmente il giocatore e in secondo luogo, di non saperlo curare bene e di farlo rientrare sempre troppo presto. Nel gennaio 2013, il Corinthians è disposto a pagare 15 milioni il giocatore e il Milan non può far altro che accettare questa proposta per non rischiare di perdere del tutto l’investimento fatto al momento dell’acquisto e per evitare un’altra situazione come quella accaduta nel gennaio dell’anno precedente: Milan e PSG sono d’accordo sul trasferimento del brasiliano a Parigi, nel triangolo dell’affare rientrava anche Tevez, giocatore del Manchester City, che sarebbe dovuto finire al Milan per sostuire proprio il brasiliano. Ma all’ultimo Berlusconi bloccò la trattativa con i francesi, bloccando così anche il trasferimento dell’Apache in rossonero. I maligni hanno subito dato la colpa a questo dietrofront del presidente al fatto che Pato e Barbara Berlusconi avessero una storia d’amore e che quindi, la stessa Barbara, non fosse d’accordo al trasferimento. Arrivato in Brasile, tutti quei problemi muscolari sembrano essersi dileguati. Sembra anche più asciutto e questo fa aumentare le voci di chi accusava MilanLab e delle sue cure. Ma Pato nonostante il buon avvio, sembra solo a sprazzi quel magnifico calciatore visto a Milano nei momenti più belli della sua carriera. Ora è un calciatore del San Paolo, compagno di squadra di Luis Fabiano, proprio colui che sostituì al 58’ il giorno del debutto con la maglia verdeoro della nazionale, per un nuovo inizio per quello che è uno dei calciatori più sfortunati degli ultimi anni.

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