In quella corsa c'era anche il ricordo della partita dell'anno precedente, quando l'Atalanta vinse con un netto 3-0 e sempre quei tifosi lì (come li ha definiti lo stesso Mazzone) lo avevano umiliato ed insultato in tutte le maniere proprio nel giorno del suo compleanno. In conferenza stampa non le mandò a dire a nessuno. Disse quello che pensava come nel suo stile, di uno che dice le cose che pensa anche se portano a ripercussioni. Diete alla città di Bergamo della razzista, scatenando reazioni addirittura in politica (siamo in Italia d'altronde...) da parte della Lega Nord. Mazzone è il rappresentante di un calcio genuino, fatto con passione. Di un calcio che vuole stare alla larga da scandali e tutte le altre porcherie di vario genere, lontano dai giochi di potere e forse anche per questo non è mai stato preso in considerazione per allenare una "grande". Ma a noi di quella domenica rimane nella mente quella corsa fatta dal "fratello gemello: quello che la domenica va in panchina" e che nella sua genuinità si è difeso contro duemila "tifosi" ospiti.
giovedì 1 ottobre 2015
Accadde oggi: quella corsa sotto il settore ospiti!
di Daniele Fraioli
Brescia-Atalanta non è una partita come le altre anzi, non è nemmeno un derby come gli altri. E' una partita sentitissima tra due delle rivalità più accese del nostro Paese e non solo. Quello del 30 settembre 2001 verrà sempre ricordato come il "derby della corsa di Mazzone". Primo tempo terminato sul punteggio di 1-3 per i bergamaschi e Mazzone viene più volte insultato dal settore ospiti. Insulti a lui, ai genitori e alla sua romanità. Carletto cerca di trattenersi ma sul gol del 2-3 di Baggio si rivolge ai tifosi atalantini facendo una promessa: al terzo gol vengo sotto la curva.alla romana. Tentano di fermarlo in due: Domenichini e Piovani ma niente, Mazzone è una furia. Arrivato sotto i tifosi atalantini, tra lanci di oggetti e insulti viene poi riportato a fatica in panchina, dove lo aspetta Collina che non può far altro che espellerlo. "Avevano insultato mia madre e me dicendomi "romano di m..." e "figlio di p...", non ci ho visto più e sono andato lì".
In quella corsa c'era anche il ricordo della partita dell'anno precedente, quando l'Atalanta vinse con un netto 3-0 e sempre quei tifosi lì (come li ha definiti lo stesso Mazzone) lo avevano umiliato ed insultato in tutte le maniere proprio nel giorno del suo compleanno. In conferenza stampa non le mandò a dire a nessuno. Disse quello che pensava come nel suo stile, di uno che dice le cose che pensa anche se portano a ripercussioni. Diete alla città di Bergamo della razzista, scatenando reazioni addirittura in politica (siamo in Italia d'altronde...) da parte della Lega Nord. Mazzone è il rappresentante di un calcio genuino, fatto con passione. Di un calcio che vuole stare alla larga da scandali e tutte le altre porcherie di vario genere, lontano dai giochi di potere e forse anche per questo non è mai stato preso in considerazione per allenare una "grande". Ma a noi di quella domenica rimane nella mente quella corsa fatta dal "fratello gemello: quello che la domenica va in panchina" e che nella sua genuinità si è difeso contro duemila "tifosi" ospiti.
Manca poco al triplice fischio finale e gli insulti continuano incessantemente, ma su un calcio di punizione allo scadere battuto da Roberto Baggio, la palla viene toccata da un difensore neroazzurro e poi finisce in rete. Mazzone non ci pensa su e mantiene la sua promessa. Parte dalla panchina e si dirige verso il settore ospiti rispondendo agli insulti. Idolo.
In quella corsa c'era anche il ricordo della partita dell'anno precedente, quando l'Atalanta vinse con un netto 3-0 e sempre quei tifosi lì (come li ha definiti lo stesso Mazzone) lo avevano umiliato ed insultato in tutte le maniere proprio nel giorno del suo compleanno. In conferenza stampa non le mandò a dire a nessuno. Disse quello che pensava come nel suo stile, di uno che dice le cose che pensa anche se portano a ripercussioni. Diete alla città di Bergamo della razzista, scatenando reazioni addirittura in politica (siamo in Italia d'altronde...) da parte della Lega Nord. Mazzone è il rappresentante di un calcio genuino, fatto con passione. Di un calcio che vuole stare alla larga da scandali e tutte le altre porcherie di vario genere, lontano dai giochi di potere e forse anche per questo non è mai stato preso in considerazione per allenare una "grande". Ma a noi di quella domenica rimane nella mente quella corsa fatta dal "fratello gemello: quello che la domenica va in panchina" e che nella sua genuinità si è difeso contro duemila "tifosi" ospiti.
Ubicazione:
Roma, Italia
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