venerdì 5 febbraio 2016

Liga: Valencia, que pasa?

“Se un giorno perdessi 6, 7-0 in casa del Barcelona non sarei capace di tornare a casa e vedere la mia famiglia negli occhi”. Sembra lontano il 15 aprile del 2015, quando Gary Neville, ai tempi commentatore televisivo, commentava l’ennesima goleada dei blaugrana. Quel giorno è arrivato proprio due giorni fa quando il suo Valencia veniva umiliato in casa del Barcelona prendendo 7 gol, 4 di Suarez e 3 di Messi. Un’umiliazione che in città non è di certo passata inosservata.
Scelte tattiche cervellotiche, come i sei difensori, l’unico attaccante Rodrigo o la panchina ad Abdennour, o ancora il mancato attaccamento alla maglia, venerata dai tifosi. Inoltre a condire il tutto i risultati, che in Spagna come in altro Paese fanno la differenza. Dal 2 dicembre, data nel quale è diventato allenatore dei tarongers, Neville ha disputato 9 gare di Liga senza ancora aver mai vinto e racimolando solo sette punti, figli di altrettanti pareggi, che hanno portato il Valencia a meno quattro dalla zona retrocessione.
Una situazione alla quale il tanto vituperato Nuno Espirito Santo non sarebbe mai arrivato. L’umiliazione in casa del Barcelona è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il giorno dopo all’allenamento infatti c’erano diverse decine di tifosi infuriati a cercare di far valere le proprie ragioni ai giocatori. C’è stato anche uno scontro verbale ripreso tra alcuni di loro e André Gomes, faro del centrocampo valenciano, che non ha subito in silenzio ma che però non ha potuto far altro che accettare le dure critiche ricevute.

La prossima sfida al Benito Villamarin di Siviglia contro un Betis in crescita sarà fondamentale per il tecnico inglese che rischia tantissimo. 

Ma dove nascono i problemi?
Il primo è il più importante: Gary Neville non ha mai allenato. E’ stato un grandissimo calciatore, uno dei più vincenti della storia del Manchester United, ha condiviso lo spogliatoio con giocatori di fama mondiale, ma si sa che quando si allena è tutt’altra cosa. Secondo poi la lingua. Ha vissuto, lavorato e giocato sempre e solo in Inghilterra, paese assai diverso dalla Spagna. Terzo: l’entrare a stagione iniziata. Il Valencia veniva già da un periodo molto negativo. La piazza è una delle più esigenti in Spagna ed esordire come allenatore in un paese totalmente diverso dal tuo a metà stagione è stato un grandissimo errore.
Ma perché prendere Gary Neville?
E qui si arriva al quarto ed ultimo punto. I maligni insinuano i rapporti tra il magnate Lim e i fratelli Neville e quindi di un favore che il presidente singaporiano sembrerebbe abbia fatto ai due. Speghiamo meglio: Peter Lim e Gary Neville si conoscono da quando l’allenatore inglese era il terzino del Manchester e Lim gestiva una rete di negozi del Manchester United in Asia. I due hanno mantenuto buoni rapporti fino a oggi, e insieme ad altri ex giocatori del Manchester United e al fratello Phil - il vice allenatore del Valencia già da inizio stagione- sono soci in affari: possiedono degli hotel e la squadra di calcio del Salford City e molti tifosi del Valencia lo sanno.


L’amicizia potrà reggere ad un’altra eventuale debacle in Liga?

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