“Se un giorno perdessi 6, 7-0 in casa del Barcelona non
sarei capace di tornare a casa e vedere la mia famiglia negli occhi”. Sembra
lontano il 15 aprile del 2015, quando Gary Neville, ai tempi commentatore
televisivo, commentava l’ennesima goleada dei blaugrana. Quel giorno è arrivato
proprio due giorni fa quando il suo Valencia veniva umiliato in casa del
Barcelona prendendo 7 gol, 4 di Suarez e 3 di Messi. Un’umiliazione che in
città non è di certo passata inosservata.
Scelte tattiche cervellotiche, come i sei difensori, l’unico attaccante Rodrigo
o la panchina ad Abdennour, o ancora il mancato attaccamento alla maglia,
venerata dai tifosi. Inoltre a condire il tutto i risultati, che in Spagna come
in altro Paese fanno la differenza. Dal 2 dicembre, data nel quale è diventato
allenatore dei tarongers, Neville ha disputato 9 gare di Liga senza ancora aver
mai vinto e racimolando solo sette punti, figli di altrettanti pareggi, che
hanno portato il Valencia a meno quattro dalla zona retrocessione. Una situazione alla quale il tanto vituperato Nuno Espirito Santo non sarebbe mai arrivato. L’umiliazione in casa del Barcelona è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il giorno dopo all’allenamento infatti c’erano diverse decine di tifosi infuriati a cercare di far valere le proprie ragioni ai giocatori. C’è stato anche uno scontro verbale ripreso tra alcuni di loro e André Gomes, faro del centrocampo valenciano, che non ha subito in silenzio ma che però non ha potuto far altro che accettare le dure critiche ricevute.
Ma dove nascono i problemi?
Il primo è il più importante: Gary Neville non ha mai allenato. E’ stato un
grandissimo calciatore, uno dei più vincenti della storia del Manchester
United, ha condiviso lo spogliatoio con giocatori di fama mondiale, ma si sa
che quando si allena è tutt’altra cosa. Secondo poi la lingua. Ha vissuto,
lavorato e giocato sempre e solo in Inghilterra, paese assai diverso dalla
Spagna. Terzo: l’entrare a stagione iniziata. Il Valencia veniva già da un
periodo molto negativo. La piazza è una delle più esigenti in Spagna ed
esordire come allenatore in un paese totalmente diverso dal tuo a metà stagione
è stato un grandissimo errore.
Ma perché prendere Gary Neville?
E qui si arriva al quarto ed ultimo punto. I maligni insinuano i rapporti tra il magnate Lim e i fratelli Neville e quindi di un favore che il presidente singaporiano sembrerebbe abbia fatto ai due. Speghiamo meglio: Peter Lim e Gary Neville si conoscono da quando l’allenatore inglese era il terzino del Manchester e Lim gestiva una rete di negozi del Manchester United in Asia. I due hanno mantenuto buoni rapporti fino a oggi, e insieme ad altri ex giocatori del Manchester United e al fratello Phil - il vice allenatore del Valencia già da inizio stagione- sono soci in affari: possiedono degli hotel e la squadra di calcio del Salford City e molti tifosi del Valencia lo sanno.
Ma perché prendere Gary Neville?
E qui si arriva al quarto ed ultimo punto. I maligni insinuano i rapporti tra il magnate Lim e i fratelli Neville e quindi di un favore che il presidente singaporiano sembrerebbe abbia fatto ai due. Speghiamo meglio: Peter Lim e Gary Neville si conoscono da quando l’allenatore inglese era il terzino del Manchester e Lim gestiva una rete di negozi del Manchester United in Asia. I due hanno mantenuto buoni rapporti fino a oggi, e insieme ad altri ex giocatori del Manchester United e al fratello Phil - il vice allenatore del Valencia già da inizio stagione- sono soci in affari: possiedono degli hotel e la squadra di calcio del Salford City e molti tifosi del Valencia lo sanno.
L’amicizia potrà reggere ad un’altra eventuale debacle in Liga?

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